Medical fitness e attività fisica

||Medical fitness e attività fisica

Medical fitness: l’esercizio fisico come settimanale abitudine di vita.

Alcuni studi commissionati dalla Regione Veneto allo scopo di stabilire le linee guida regionali per l’attività sanitaria mostrano che lo stato di salute di un soggetto è influenzato per il 35% da fattori ambientali, quali ad esempio l’inquinamento, per il 5% dal patrimonio genetico, per il 20% dalle cure sanitarie offerte dal sistema e per il 40% allo stile di vita (alimentazione, movimento, controllo dello stress etc.). In quest’ottica il “medical fitness” o “ginnastica assistita” secondo una libera traduzione, si propone la diffusione dell’esercizio fisico come “settimanale abitudine di vita”, al fine di agire sul movimento ed influenzare quindi lo stato di salute della popolazione nella sua componente più importante. Uno stile di vita attivo attraverso il movimento è, infatti, uno degli strumenti fondamentali per ottenere benessere, inoltre è modus vivendi segnalato nei più importanti congressi medici come fondamentale prevenzione e soluzione di molteplici eventi patologici tra i quali ipertensione, sovrappeso, resistenza insulinica, colesterolo, ecc. Tuttavia, non tutta la ginnastica può essere considerata benefica soprattutto in alcune condizioni motorie. Affinché l’esercizio sia realmente efficace, esso deve essere programmato ed elaborato sulla base delle esigenze di ogni singolo soggetto.

Tre sono gli elementi principali di programmazione: la validità dell’attività proposta, la specificità dell’offerta e la continuità dell’attività.

Il principale elemento di programmazione è rappresentato dalla validità e dalle evidenze scientifiche: ci si riferisce cioè agli articoli ed ai riferimenti teorici che giustificano la scelta di un esercizio o un’attività rispetto ad un altra. Sono gli strumenti che la comunità scientifica mette a disposizione per capire se un esercizio o un’attività siano realmente efficaci al di là di esperienze personali, consuetudini e soprattutto mode. Il secondo elemento è quello di rendere specifica l’offerta di attività fisica in quanto lo stesso esercizio non può rispondere indistintamente alle necessità di chiunque: gli effetti positivi dell’attività fisica, sia nei soggetti in buono stato di salute che in soggetti affetti da patologia, sono ottimali solo se l’esercizio fisico è adeguato all’obiettivo, vi è continuità e costanza nel tempo ed vi si associa un corretto stile di vita alimentare e comportamentale. Viene in mente la ginnastica aerobica degli anni ’90, proposta come divertente toccasana “antigrasso” e tonificazione, che era applicata in modo indifferente a persone di diversa età anagrafica con caratteristiche cardiache diverse, con pesi (e sovrappesi) diversi, con danni fisici talvolta irreparabili e …poco divertenti. Il terzo elemento è quello della continuità . Solo una frequenza ed un tempo adeguato riescono ad adattare le strutture del corpo super compensando, cioè compensando oltre i livelli di partenza, le capacità vitali dell’organismo. Un tempo adeguato per iniziali progressi è quello delle 12 settimane con una frequenza di stimolo di almeno 2/3 volte a settimana. Le proposte di ginnastica e di movimento di medical fitness sono moltissime e molto variate.

Come scegliere l’attività fisica adeguata?

In prima istanza l’ovvio suggerimento è di affidarsi a professionisti del settore che aiuteranno a scegliere fra le molteplici attività. Un concetto che può aiutare, ad eccezione dell’ambito agonistico-sportivo, è quello di scegliere l’attività in base a criteri di prevenzione. Infatti si può accompagnare ad ogni atto preventivo uno specifico tipo di attività fisica:
1) Prevenzione primaria: ovvero la prevenzione dei danni che si effettua facendo esercizi atti a proteggere dall’esordio di malattie. Tipico esempio di prevenzione primaria è l’attività di fitness.
2) Prevenzione secondaria: si prevengono i danni che insorgono all’esordio della patologia, cioè con i primi danni d’organo. Questa fase richiede interventi più specifici sull’organo interessato ed in questo caso si può intervenire con il “medical fitness”;
3) Prevenzione terziaria: quando si devono gestire patologie conclamate, con specifici interventi di tipo rieducativo e riabilitativo.

Nel rispetto di queste premesse e sulla base dell’esperienza maturata negli anni, oggi vi sono progetti per la promozione dell’attività fisica per tutte le esigenze di salute. Ad esempio le sale attrezzi/pesi sono studiate appositamente per coloro che intendono migliorare, attraverso l’attività fisica, il loro stato di salute con esercizi di riequilibrio muscolo-articolare e programmi di ginnastica posturale globale. Con questa attività si aumenta la resistenza, si condiziona l’organismo per le attività fisiche, si riduce lo stress e si controllano le calorie in eccesso. In questo caso gli esercizi di base sono simulazioni di un “movimento moderato”, come quello che si può fare nelle attività di tutti i giorni (camminando, salendo le scale, andando in bicicletta) con un controllo dei parametri utili (frequenza cardiaca, tempo impiegato, calorie bruciate).
Un allenamento cardiofitness deve avere una durata di 30-60 minuti e deve avvenire tra le 2-5 volte la settimana. Il medical fitness è rivolto a tutti ed in particolare a chi, su consiglio del proprio medico curante, ha necessità di aumentare la propria attività motoria, per tenere sotto controllo alterazioni metaboliche e fisiologiche.

2018-06-15T18:35:58+00:00 giugno 14th, 2018|Categories: Medical Fitness|